LOVID e Wlady portano l’estate sulla neve con “Sotto Zero”
Courmayeur, uno skipass al collo, il doposcì, una funivia. Poi improvvisamente mojito frozen, beach party, abbronzatura e suggestioni tropicali.
È da questo cortocircuito che parte “Sotto Zero”, il nuovo singolo dei LOVID insieme a Wlady: una canzone che prende alcuni dei codici più riconoscibili del pop estivo e li sposta dove normalmente non dovrebbero trovarsi, sulla neve.
L’idea è semplice, ma funziona proprio perché non cerca di nasconderlo. Il freddo della montagna e il caldo evocato dal brano convivono nella stessa scena, fino a rendere quasi irrilevante la stagione in cui ci troviamo. Un pezzo pensato per muoversi tra club, radio e playlist, facendo incontrare après-ski e immaginario latino.
Più che una contrapposizione tra estate e inverno, però, Sotto Zero sembra giocare con un’idea diversa: prendere tutti gli elementi associati al divertimento e metterli nello stesso posto, senza chiedersi troppo se appartengano davvero allo stesso paesaggio.
“Sotto Zero” gioca con i cliché della hit estiva
Le canzoni estive hanno costruito negli anni un vocabolario piuttosto riconoscibile.
Spiagge, cocktail, notti che non finiscono, destinazioni esotiche, corpi abbronzati e voglia di scappare da qualche parte. I LOVID e Wlady non rinunciano a questo immaginario. Al contrario, lo prendono quasi per intero e lo spostano sulla neve.
Nel brano convivono così Super-G e beach club, funivia e jet ski, champagne ghiacciato e mojito frozen. È probabilmente questa la scelta più interessante di Sotto Zero.
Non prova a inventare un nuovo linguaggio per parlare di leggerezza e divertimento, ma modifica il contesto nel quale quel linguaggio viene utilizzato.
Il risultato è un immaginario volutamente esagerato, quasi da cartolina pop: non importa davvero se siamo a Courmayeur o su una spiaggia dall’altra parte del mondo. Tutto può convivere nella stessa notte.
Ed è proprio questo eccesso a dare personalità al pezzo.
“Sotto il sole o sotto zero”: il ritornello dice già quasi tutto
Il centro della canzone è racchiuso nel verso:
“Sotto il sole o sotto zero basta che mi ami davvero”.
È una frase molto semplice e proprio per questo costruita per rimanere immediatamente in testa. Il paesaggio cambia continuamente, ma la relazione rimane il punto fermo. Il brano viene letto come la storia di due persone che vogliono vivere la propria complicità indipendentemente dal luogo: mare o montagna, caldo o freddo, beach party o après-ski.
Ma si può leggere anche in maniera ancora più essenziale.
Il contrasto climatico è soprattutto un espediente pop: serve a rendere visibile un’idea sentimentale molto semplice. Se la persona è quella giusta, il contesto diventa secondario.
Non c’è bisogno di appesantire troppo il significato. Sotto Zero nasce per essere immediata e utilizza immagini molto concrete proprio per non dover spiegare troppo.
L’incontro tra LOVID e Wlady
A firmare il singolo sono Luca e Silvia Lotti, fratello e sorella che formano i LOVID, insieme a Wlady, DJ, producer e autore con una lunga esperienza nella scena italiana.
È un incontro interessante soprattutto perché mette insieme percorsi molto differenti.
I LOVID nascono nel 2020. Luca arriva dall’ambiente underground dell’elettronica, mentre Silvia ha alle spalle una carriera da pallavolista professionista iniziata a 17 anni. La loro musica si muove tra pop, dance, reggaeton e tropical house con un obiettivo dichiaratamente orientato alla leggerezza e all’energia.
Wlady porta invece un’esperienza che parte dai primi anni Novanta.
Fratello minore di DJ Jad, ha collaborato con gli Articolo 31 e nel corso della carriera ha attraversato dance, pop e rap. Tra i lavori citati nel suo percorso ci sono “Maria Salvador” di J-Ax e “Disco Paradise” di Articolo 31, Fedez e Annalisa.
In Sotto Zero questa esperienza viene utilizzata senza appesantire il pezzo: il brano rimane volutamente diretto e orientato a una fruizione immediata.
Una canzone che non vuole scegliere una stagione
C’è poi un aspetto che distingue Sotto Zero da molte produzioni costruite esplicitamente intorno all’estate.
Qui la stagione non è davvero il centro del brano.
La canzone prende elementi estivi e invernali e li tratta come parti dello stesso immaginario di evasione. La neve non è più necessariamente associata al freddo e all’intimità, così come la spiaggia non è l’unico luogo possibile per una canzone pensata per ballare.
Questa scelta permette al singolo di giocare con un’estetica più ampia.
Da una parte c’è una dimensione quasi aspirazionale: Courmayeur, champagne, skipass, beach club, jet ski. Dall’altra una logica molto più semplice, quella di una canzone che vuole accompagnare una serata e lasciare dietro di sé soprattutto un ritornello facilmente riconoscibile.
Il rischio di un immaginario così pieno è naturalmente quello di accumulare riferimenti senza lasciare molto spazio ad altro. Ma Sotto Zero sembra accettare consapevolmente questo rischio. Non cerca una profondità nascosta dentro ogni immagine. Cerca piuttosto velocità, contrasto e riconoscibilità.

I LOVID: la leggerezza come scelta musicale
Luca e Silvia Lotti hanno dato vita ai LOVID durante il 2020, in un periodo in cui la quotidianità era stata improvvisamente sospesa. Proprio in quel contesto Luca ha iniziato a produrre basi sulle quali Silvia registrava la propria voce. Da lì è nato un progetto orientato all’evasione, alla vitalità e alla volontà di reagire al pessimismo attraverso la musica.
È un elemento utile per capire anche Sotto Zero.
La leggerezza, nel loro caso, non sembra essere semplicemente una conseguenza del genere musicale scelto. È parte dell’identità stessa del duo. Pop, dance e tropical house diventano strumenti per costruire canzoni che non chiedono necessariamente all’ascoltatore di fermarsi e decifrarle, ma piuttosto di entrare per qualche minuto in un’atmosfera diversa.
E Sotto Zero porta questa idea quasi all’estremo: se l’obiettivo è evadere, allora perché scegliere tra montagna e tropici?
“Sotto Zero” funziona quando accetta di essere pop
Il punto più convincente del singolo, almeno nella sua costruzione concettuale, è probabilmente proprio questo: non sembra voler essere qualcosa di diverso da quello che è.
Non prende l’estetica della canzone estiva per poi cercare di nobilitarla.
La usa.
La esaspera.
E soprattutto la sposta.
La neve diventa un dancefloor, l’après-ski incontra il beach club e due scenari normalmente opposti finiscono nella stessa fotografia.
In mezzo rimane una frase molto semplice: sotto il sole o sotto zero, quello che conta è esserci insieme.
È forse questa la parte più efficace dell’idea dei LOVID e Wlady: costruire una canzone che parla di non dover scegliere, facendo esattamente la stessa cosa anche musicalmente e visivamente.
Estate o inverno?
Per Sotto Zero, la risposta sembra essere: perché non entrambi?
Salotto Musicale: dalla parte degli artisti emergenti
Entra nella playlist del Salotto Musicale 👉 clicca qui
Scrivici per pubblicare il tuo comunicato stampa 👉 clicca qui




Commenti